MTM Teatro Litta – “Io Ricordo”. Recensione dello spettacolo del 24 e di scena fino al 27 gennaio 2025

25 Gen, 2025

Un’attrice strepitosa come Elena Lolli ripercorre la vita drammatica e intensa di Liliana Segre. In “Io ricordo” del regista Claudio Orlandini il percorso rievocativo inizia dal presente di una vigilia di presentazione della sua testimonianza presso la Cittadella della Pace di Arezzo al 1938 quando, per le leggi razziali, fu espulsa dalla scuola. In fuga verso la Svizzera. Catturata. Imprigionata. Deportata. Lo spettacolo non segue un percorso lineare dall’infanzia all’età adulta ma si muove fra il presente di donna attiva, impegnata, risolta ad una giovane incerta, segnata dal male, impaurita ad una bambina felice, ancora ignara di quello che avrebbe dovuto passare. Investita da una violenza bieca che ha sterminato i suoi affetti, ha minato la sua stabilità psichica e ha trasformato quella giovanissima ragazza in una donna nuova, profondamente diversa.

Molto interessante la scelta registica di non raccontare il periodo di prigionia se non per brevissimi accenni. Molto incisivo e commovente l’appello finale di ricordare la Storia, di non relegarla a materia accessoria perché chi non ricorda la Storia è costretto a riviverla. Agli odiatori che si nascondono dietro tastiere, a chi minaccia di morte coloro i quali l’ hanno vista per un tempo lunghissimo davanti a se’ tutti i giorni, a chi spreca minuti preziosi di vita per sfregiare foto, imbrattare monumenti e riversare violenza su coloro i quali l’ hanno subita senza avere colpa la migliore risposta è quella di continuare nel lavoro indefesso di testimonianza, per onorare la memoria di sei milioni di vittime innocenti.

In scena al Teatro Litta di Milano dal 24 al 27 gennaio una straordinaria rappresentazione che si rivolge a tutti ma è particolarmente istruttiva e importante per le nuove generazioni che sono la speranza, il futuro, la rivincita per un’umanità che potra’ essere migliore se saprà essere in grado di non dimenticare.

Dopo la testimonianza diretta di chi è tornato dall’ inferno, fra poco tempo, si dovrà continuare nel solco tracciato da questi uomini e da queste donne che hanno saputo fare del loro dramma uno strumento di insegnamento e di monito, senza farsi sopraffare da sentimenti di rabbia e vendetta. Hanno scelto la vita. Perché possa non accadere mai più. In questo nostro tempo, così difficile, dove imperversano ancora molte guerre fratricide si deve fare di tutto per una cultura che possa sconfiggere i venti antisemiti che spirano ancora fortissimi.

Virna Castiglioni per Global Story Telling