Sinossi:
Mi chiamo Emma, ho diciannove anni e penso di essere la persona più oribile del mondo. Odio il mio riflesso, detesto il modo in cui la gente mi guarda perché so cosa vede.
Cicciona!
Fai schifo!
Ho toccato il fondo in un bagno pubblico, circondata da un branco che mi ha lasciata a terra dopo avermi fatto a pezzi l’anima perché non ero come loro, non ero abbastanza.
Per molto tempo ho creduto che la solitudine fosse l’unico universo possibile per me, ma mi sbagliavo. Forse non sono così orribile e forse, là fuori, esistono altre anime spezzate che mi possono capire.
Perciò, ricomincio.
Mi chiamo Emma, ho diciannove anni e penso che alla fine il mio riflesso posso imparare ad amarlo.
Estratto:
Sento che mi sono persa tante cose e che, probabilmente, continuerò a perdermele, perché i miei limiti sono un muro alto e duro, non ho il coraggio di abbatterlo e resto sempre lì, a un passo prima della paura, seduta con le spalle appoggiate a esso.
Biografia:
Sono Luisa Abagnale, abito in provincia di Napoli, ho ventotto anni e studio Scienze del servizio sociale. Sono sempre stata con la testa tra le nuvole, da piccola rimanevo chiusa in camera a guardare film Disney e inventare le mie storie in dei piccoli diari.
Ho scoperto la lettura quando avevo già diciannove anni e da allora non ho più smesso di leggere, tanto da regalarmi un tatuaggio dedicato ai libri. Amo le serie tv, le cose vintage, la luna e la musica di tutti i tipi. Non vivo una vita piena di avventure, ho imparato a creare le mie iniziando a scrivere, sentendo la necessità di uscire dalla realtà e infilarmi in qualche mondo creato da me. Sono timida e introversa, sebbene i miei piercing e tatuaggi dicano il contrario, non amo stare al centro dell’attenzione e preferisco restare in disparte ad ascoltare. Adesso però è arrivato il momento di mettermi in gioco.