Piccola città, Inghilterra. 1575. William intraprende un viaggio per provare l’innocenza di sua moglie falsamente accusata di essere una strega e che verrà condannata a morte se ritenuta colpevole. William deve dare la caccia alla vera strega, per salvare Twyla dalla morte.
Anche se “Witch” prova in tutti i modi e tramite mezzi espressivi differenti a portare in scena quel senso di ansia, angoscia e paura che i grandi film classici di paura dovrebbero possedere.
Il film prende molto dalla credenza popolare riguardo la stregoneria ma fornisce al pubblico una dose di spaventi che forse qualcuno potrebbe considerare insufficiente insieme ad una trama senza guizzi particolari. Si fa carico di una lentezza ricercata tra credenze popolari e una crescendo di tensione che esplode praticamente solo negli ultimi venti minuti.
Quello che davvero non convince è il fatto che aggiunge espedienti fantasy con effetti speciali minimi che stonano col tema generale di una storia che vuole essere più un thriller di atmosfera a cui aggiungere dei dialoghi poco ricercati. Proprio questa sua aggiunta poco convinta, una scrittura non profonda e un’atmosfera non riuscita del tutto rendono il film poco convincente e purtroppo dimenticabile
Rimane il suo essere una pellicola interessante a livello estetico e registico come opera prima del duo di registi Craig Hinde e Marc Zammit e siamo sicuri che sentiremo parlare ancora dell’attrice protagonista Sarah Alexdarah che ha dimostrato una straordinaria presenza scenica.
Andrea Arcuri