I Uonderbois sono cinque ragazzi di dodici anni, accomunati dalla fervida fantasia di chi è nato e cresciuto tra le strade di Napoli, e dalla convinzione che in città si aggiri Uonderboi, il loro mito, un incrocio tra la leggendaria figura del Munaciello e un moderno Robin Hood. I cinque inseparabili amici devono dirsi addio perché La Vecchia, proprietaria dei vasci in cui vivono, sta per vendere le loro case in cambio di una statuetta di Maradona. Quando la statuetta viene rubata proprio dal loro idolo, Tonino Uonderboi, il nuovo Munaciello di Napoli, inizia l’avventura dei Uonderbois alla ricerca di un misterioso tesoro nella Napoli sotterranea.
Sono moltissimi i nomi noti che hanno partecipato a questa serie. Certamente Serena Rossi e Massimiliano Caiazzo sono i iù conosciuti che capeggiano anche sulla locandina ma ci sono anche Catello Buonocore, Christian Chiummariello, Giordana Marengo, Giovanni Esposito, Ernesto Mahieux, Daniele Rienzo, Francesco Di Leva, Ivana Lotito. A cui aggiungere Nino D’Angelo e Geolier che per la serie ha composto due brani inediti. Questo per dire che ne realizzare una serie che omaggiare Napoli con i suoi miti, credenze e modi di fare possiamo dire che Disney c’ha proprio messo il cuore e tutta l’anima della città.
Viene scelto, giustamente, di portare avanti una narrazione a misura di adolescente giocando molto a rifare e omaggiare grandi classici come “I Goonies” o “Stranger Things”. Ovviamente così facendo viene lasciato da parte tutta (o quasi) la seriosità moderna nel raffigurare piccoli eroi come oggi piace a molti.
Così facendo c’è quel senso di distinzione dei caratteri ben definito e con poche sfumature. I componenti del gruppo di ragazzini hanno le loro caratteristiche che spesso vengono ricordate al pubblico, i buoni sono sempre mossi da altruismo e buoni sentimenti e i cattivi non hanno possibilità di redimersi, almeno guardando la prima puntata.
Napoli, vero cuore della serie e ambientazione che rappresenta un personaggio a sé, viene ben rappresentata e sfruttata nei suoi cunicoli oscuri e grotte misteriose. Proprio questo aspetto dona alla serie quel valore aggiunto che non può essere riprodotto neanche con i migliori effetti speciali e non trovato neanche nei meandri più lontani ed esotici del pianeta terra.
Ad unire tutto quanto arrivano i buoni sentimenti che parlano di sacrificio, amicizia e senso di comunità che coinvolgono tutta la città. Ecco che abbiamo di fronte un prodotto ben realizzato e che sfrutta al meglio i suoi punti forti e che diventa naturale anche affezionarsi nonostante certi aspetti siano magari passati di moda o già troppo usati.
Andrea Arcuri